gratuite paturnie, Ormonauta, Uncategorized

Psycho addiction: guarirne si può.

…o anche “50 sfumature di margiale”.

Io, Malpela e Malavoglia siamo amici da sempre.

Dalla “notte dei tempi” che, per ragioni di logica, ormoni e tempistiche, coincide esattamente con la pubertà ben avviata e l’abbandono ormai in un passato remoto della verginità (nave per me salpata al mio 15esimo compleanno e in maniera del tutto indolore. Una nave fantasma, suppongo), da quando le sneakers fluo non erano piu’ di moda e se volevi essere veramente ma veramente phygo, vintage o chennesò dovevi metterti le gazzelle sempre. Per lo sport, la spesa e il tempo libero.

E Malpela lo fa tutt’ora con orgoglio e invidiabile presa di coscienza.

Immagine

Il fatto è che, quando passi tanto tempo insieme ad una etero convinta e un bisex in disequilibrio, il campionario di esperienze che la vita ti offre è vasto. Talmente vasto che non basterebbe un rotolone di carta igienica con annesso Labrador narcotizzato a raccontarle tutte. A scriverle, riorganizzarle e analizzarle.

E alla fine riuscire a riderci sopra.

Quindi, tanto vale cominciare dalla risata. Raccontarle ironizzando, che quando a un certo punto dello sviluppo ovarico ti rendi conto di essere stata affetta da “psycho addiction” altro non puoi fare.

Ci sono cose che, nonostante l’impegno e la fatica, le lacrime e il sangue, non cambiano.

Cose che costantemente si ripetono senza un vero “perchè”, come mia nonna che ogni domenica sera si ostina a volermi raccontare un nuovo episodio di “tempesta d’amore“, o le molestie forzatamente da macho del postino inconfondibilmente gay.

Una di queste è infilarsi in situazioni particolarmente contorte e disastrose con psicolabili totali, talmente affetti dalla loro egopsicolabilità che nemmeno Bruce Willis in “Il sesto senso” saprebbe approcciare. Non dico curare, ma nemmeno approcciare.

Immagine

Dato che abbiamo superato e sconfitto la fine del mondo urge un bilancio sentimental-popolare della mia situazione esperienziale con Malpela e Malavoglia e mi pareva giusto rivedere e confrontare le “psicolabilità” dei campioni testati da noi medesimi legati, nostro malgrado, da un particolare feeling oltre che dal voler spesso cambiare capigliatura e/o taglio e/o colore in maniere discutibili e tremebonde.

Il mio preferito, senza dubbio, è stato l’ “intellettuale“. Un essere di ominide talmente pieno di se e idiota da poter essere insultato senza riserve e sensi di colpa. Malpela ne era completamente persa e, ça va sans dire, si concesse anche una seconda ricaduta passata l’adolescenza.  Come previsto le sue frasi ad effetto, i suoi soprannomi adattati al colore dei capelli (“redhead”, “Ginger” e altri per niente scontati), il suo corteggiamento radical chic e le sue polipate spinte cessarono immediatamente appena lei tornò alla sua città (universitaria). Nemmeno il tempo di disfare la valigia che lui si fidanzò (non dico trombò, proprio fidanzò) con un altra, lasciando ad intendere il suddetto fattaccio intasando il profilo della sua (nuova) damigella con canzoni di dubbio gusto dove amore fa rima con cuore. Poi lo incontri per la strada durante le feste e ti sorride contento. La piattola.

Immaginate, dopo anni di convivenza con un’ormonauta piena di complessi Edipici e una vita alla Franco Califano di avere per le mani un ragazzo che vi ispira fiducia. Bello. Sincero. Spontaneo. Che vi implora di fidarvi di lui. E  Malavoglia decise, dopo mesi di chiamate al mio nokia ossessivo-compulsive e notti insonni, di fidarsi. Si buttò. Lo fece. Scese a patti con il demonio, lasciandosi alle spalle il dolore e le incomprensioni, decidendo di accettare la sua sessualità senza etichette e miasmi da cinema.

Scusami, ho capito che il mio ex mi ha fatto troppo male.

So di non avertene mai parlato, ma non riesco a guarirne.

Devo andare in analisi per poterlo superare.

Non riesco ad iniziare una nuova storia. Mi dispiace.

No. Non è la strofa di una delle tante orride canzoni dei Gemelli Diversi.

Si. Abbiamo smadonnato insieme per 40 giorni e 40 notti. La Quaresima.

Immagine

Un evergreen di ogni rispettabile ormonauta  fighettina o underground che sia è il reggaettone di turno: un complesso ibrido tra una scimmia e Gesù imbottito di ashish.  Se ne sbatte delle mode del momento, della politica, della cultura, del cinema, del sapone e del deodorante.  Di solito intercala dei metafisici “vagliò” ogni tre parole in discorsi assolutamente fuori dalla realtà. Non è d’obbligo il dread ma l’aspetto intriso di Jamaica e l’odore da clochard post moderno si.

Quando Malpela si invaghì (mio malgrado) di questo elemento fortemente disturbato cercai di dissuaderla in tutti i modi possibili: dalla ironia più tagliente al sarcasmo spietato. Era un continuo fraintendimento. Prima si avvicina, poi si allontana, ti abbraccia e poi si tira indietro, ti bacia e poi ti dice “sei un’amica importante per me”. Il tutto condito da comportamenti primordiali e di difficile interpretazione. Una autentica rarità.

L’esasperazione raggiunse il picco durante l’estate: caldo, creme suadenti e vigore fisico? no. Lo vidi in costume. La trippa di birra arrivava, floscia come i suoi approcci amorosi, a coprire il suo costume (dei boxer rigorosamente verdi). Obbligai Malpela a chiuderla li, senza se e senza ma.

Chi formulò la frase “il fascino della divisa” adottandolo come concetto intriso di assoluta verità, evidentemente non ha mai conosciuto davvero un militare. O non è a conoscenza del significato di “fascino”.

Purtroppo, ad esser caduta nel profondo baratro della banalità, stavolta, toccò a me: il Volontario Forma Breve. Un esemplare che popola di tanto in tanto in modo massivo la fauna nostrana. Di lui ricordo solo l’eccessiva timidezza (pari solo alla sua demenza), il pregiudizio facile, la stempiatura da recluta e quel vomitevole atteggiarsi a figo pur non conoscendo nemmeno metà delle opere di Calvino. Parliamone.

Finì per la mia bocciatura al Liceo: non sopportava l’idea di stare con una “pecora nera”. L’anno dopo mise incinta una commessa della profumeria e ora vivono nel garage arredato dei suoi.  C’est la vie.

Immagine

“Un ragazzo bravo, buono e gentile vince sulla carta ma nella realtà viene sempre battuto dal bel tenebroso un po’ stronzo”. Ecco, questo pensiero riassume in poche parole quanto noi ormonaute meritiamo l’estinzione. In tronco.

Se uno è stronzo, rimane stronzo. Se uno si fa li cazzi sua, se li farà sempre. Chiaro.

Il punto in questa partita a tre, in questo caso, è ancora mio: lasciai il mio ragazzo politicamente corretto per un perfetto margiale. Abituata ad essere trattata dal povero ex come un fiorellino di primavera, soffrii immensamente dei suoi comportamenti egoistici e mediocri da principio.

Cult la frase: “perchè non hai fatto come ti ho detto io? Ouff ecco, mi hai rovinato il morale. Ora scusami ma non mi va di sentirti e/o vederti”

accompagnata dalla più classica “solo perchè non ti rispondo da due giorni non vuol dire che non ti amo e che non voglio stare con te. Sei paranoica!”

Lo lasciai con gioia qualche anno dopo (si, sono stata cosi idiota da subire per tanto le sue ego-stronzate fino a farmi del male anche fisico). La sua vanità e la superficialità con cui trattava (e tratta) gli organismi che gli gravitano attorno è leggenda.

Immagine

Alla fine di tante peripezie (e al culmine di profonde e lungimiranti risate) noi tre moschettieri giungemmo a una grande verità che conclude saggiamente questo nostro ciclo organico denso di rifiuti (o, come direbbe Ivana Spagna, il “cerchio della vita” sentimentale): tra i beoti assoluti noi, ai mediocri preferiamo, di gran lunga, gli stronzi.

Pianificano le cattiverie che seminano, pensano prima di agire, si ingegnano almeno. La mediocrità invece è una melma senza fuoriuscita, una cascata di banalità buttate li senza capo né coda che travolge tutto senza riserve. Il funerale dell’intelletto.

Eppoi, da uno stronzo ci si può difendere, da un Blob informe assolutamente no

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...