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Velleità

Mi è capitato di vedere, accesa la tv e aspettando la pizza a domicilio, la prima puntata di “sex and city”.

Si, ovviamente il celeberrimo telefilm sul sesso e le donne e New york e il sesso.

Telefilm che io, ovviamente, ho visto.

Ma la prima puntata cosi senza preavviso mentre chatto con Malpela del ragazzo che la tampina senza il minimo ritegno ha avuto un significato particolare. Come una cagata di piccione la mattina che indossi per la prima volta il vestito nuovo per il matrimonio di tuo cugino, tipo. Il momento in cui ti fai una domanda esistenziale e la risposta è una cagata.

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E in tutto ciò sono rimasta colpita non solo dall’estremo quanto strano gusto discutibile del vestire di Carrie Bradshaw agli inizi degli orridi anni ’90 ma anche dalla scena che proprio in quel momento ho beccato. La cagata di piccione.

Samantha che dice a Carrie di non preoccuparsi perchè, cazzo, “lascialo perdere! credimi, tra qualche anno le fiancate dei pullman avranno TE e tutti vorranno parlare con te” che poi è lo stesso concetto che io, per l’appunto, cercavo di trasmettere a Malpela in quel preciso momento.

Che non importa quanto ci pensi, quando ci pensi e perchè lo pensi. Prima o poi passerà. Prima o poi scivolerà infondo allo stomaco quella sensazione di cotta adolescenziale perenne.

Nel frattempo, come diceva Woody Allen, “la vita è piena di difficili domande ed il sesso può dare ottime risposte” per questo, quando succede di trovare il tipo che io chiamo cozza, perchè come una cozza ti tampina e ti riempie di attenzioni come uno stalker, forse è il caso di farsi delle domande e di chiedersi se il gioco vale la candela. O se la candela vale il gioco.

Quelchecazzoè.

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Ho sentito dire (e magari si, lo avrò detto anche io) che “non esistono piu’ gli uomini di una volta“. Questa frase io, che sotto sotto ancora non ho ben capito a cosa minchia alluda, l’ho sempre interpretata come un “non ci sono più gli uomini sicuri e senza mestruo di una volta”. Che non è che uno deve necessariamente puzzare, avere un chilo di barba o bicipiti sporchi di benzina, un sorriso strappamutande e la schiettezza vanno già benissimo.

E mi sono chiesta “perchè ci si deve ridurre cosi? perchè smaronare con chiamate e chattate e attacchi di ansia ossessivo compulisivi come una donna gravida e ormonosa? Eppoi perchè dargliela?” forse, la risposta a queste domande non esiste.

Non esiste ancora l’antidoto contro la solitudine, la tristezza e la paura.

Non esiste ancora qualcosa che ci protegga dalle velleità che, personalissime, ci attanagliano ogni giorno. Le velleità che vorremmo che velleità non fossero: essere una donna matura, essere davvero indipendente, essere un uomo sicuro, saper non legarsi e mentire bene a se stessi.

E tra le velleità mi ci metto anche io, che solo perchè ho avuto il gran culo di trovare la persona giusta in casa mia, che è entrata prima in casa sotto il mio stesso tetto e poi si è installata dentro come una periferica USB che inizia a funzionare da sola, senza bisogno dei driver nè di istruzioni, a volte faccio la stronza.

La realizzata che sa di poter dare il consiglio giusto al momento giusto alla persona giusta.

Mi viene da ridere solo a scriverlo.

E sono cattiva, e dico “puoi avere di meglio! ma scusa, ma non ti fa pena uno cosi?” che non capisco cosa voglia dire fare pena nè tantomeno darsela la pena aspettando qualcuno che smetta di farti pensare a qualcun altro che tutti hanno capito che era sbagliato ma che poi alla fine sbagliato che vuol dire? sbagliato per chi? sbagliato perchè?

Alla fine le velleità “aiutano a scopare” ma non ti danno da mangiare. Non saziano, ti lasciano un vuoto dentro e io che l’amore l’ho trovato e mi abbuffo di sguardi, di sorrisi, di gesti, di mani strette sotto il piumone finisco per vomitare i miei giudizi sulle angosce degli altri.

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Sono emotivamente bulimica.

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