Ormonauta

Haters gonna hate

Quando a diciassette anni, per colpa di un uragano improvviso e violento, rischiai la vita causandomi un trauma cranico per essermi schiantata contro una finestra, ebbi da ridire anche sul mio ipotetico salvatore: puzzava.

Ed aveva approfittato della situazione per palpeggiarmi i fianchi e le cosce (è risaputo che agli irlandesi piacciano i fianchi e le cosce delle donne).

Comunque sia, senza andare troppo a ritroso, l’odio che mi contraddistingue spesso raggiungendo irragionevoli picchi per l’universo intero trova sempre il modo di esprimersi. Come i geni. Dei geni egoisti, cattivi e manipolatori.

All’inizio pensavo fosse solo relativo a determinati periodi, inutile dire, ormonali. Magari la fame improvvisa, un progetto andato male, Rita Dalla Chiesa alle tre del pomeriggio senza insulti da censurare, non saprei: la rabbia mi coglie alla sprovvista ed ecco il veleno sputato che condisce commenti al vetriolo.

Mi ci sono volute intense sedute di auto-psicoanalisi e annullamento totale della mia proverbiale auto referenzialità per riuscire a capire, alla fine, da cosa derivi questo mio disagio: la maggior parte degli esseri umani mi sta sul culo. E la cosa peggiore è che finiscono per salirmi sul culo anche chi proprio mi andava bene, in una sorta di destino irrecuperabile e squallido.

Piu’ rapidamente della nutella e della maionese sui Findus.

L’esempio a me piu’ vicino indice di quanto io sia volubile e lunatica è stata la discussione con una blogger (di successo) che, prima che mi scrafagnasse continuamente i coglioni con questa storia di quanto sia super-fico e cool essere single, mi piaceva.

Mi piaceva per tante cose: per lo stile descrittivo che adotta, per il modo di ironizzare senza risultare superficiale, per la trattazione che sfocia nell’emotivo e sentimentale senza essere stucchevole.

Si, insomma: mi piaceva. Mi faceva ridere. Mi faceva pensare.

Poi, improvvisamente, di fronte l’ennesimo pezzo su questa farsa dell’accoppiato triste e frustrato mi sono rotta i coglioni. Non ce l’ho fatta piu’. E’ una vita che io soffro come una cagna legandomi a persone con seri problemi mentali subendone gli altalenanti umori, immolandomi nel nome di un amore che non c’era (dall’altra parte, almeno), credendo che litigare tutti i giorni e ferirsi fosse la norma e arrivando a sperare che forse, l’unica via di salvezza, fosse cambiar cappella singletudine.

Poi, da brava Bridget Jones, io Mike Darcy l’ho trovato. E dopo un primissimo periodo di fisiologico scombussolamento con relativa perdita di capacità creativa (perchè il vero artista deve soffrire per poter creare, deve stare male, sputare il sangue sulla tela, la tastiera, le corde qualunque sia lo strumento che usa per sparare in faccia ciò che pensa della vita) detto ciò si, avevo perso un po’ della mia verve e mi sentivo Biancaneve senza la mela: una psicopatica che parla ai cervi.

Alla fine, con del sano training autogeno, ho ripreso in mano le redini del mio squallore e nonostante la sentimentale felicità e serenità sono riuscita a ritrovare il sarcasmo e l’ironia di cui ho sempre fatto largo uso, trovando il modo di continuare ad insultare ed umiliare almeno il 60% del pianeta.

Fatta questa premessa si, sono una hater: riverso rancore intriso in commenti inutili e acidi un po’ ovunque e nonostante i fallimenti quotidiani e non, continuo a credermi “sto cazzo” perchè non ho paura di smadonnare, di fare le cose da sola, di starmene senza fare una ciola tutto il giorno solo perchè voglio passarlo a scrivere e vedere film che pochi comprendono.

Nonostante la felicità privata, da brava hater, continuo a seminare odio e a dire la mia.

E cosi sono riuscita a litigare anche su altrui blog, perchè nonostante tutto c’è una cosa in particolare che mi sta sul culo: il qualunquismo.

Perchè è facile voler essere famosi e celebri dicendo ciò che la massa di single e sfigati in amore vuole sentirsi dire: che sono strafighi, dei super eroi e che non è assolutamente colpa loro se anche Darth Fener non li vuole manco pe niente.

Sappiate che se siete delle merde è solo colpa vostra: avere un caratteraccio è come essere intelligenti. Sono “qualità” scomode e bisogna saperci convivere.

Tuttavia non abbandonate le speranze: qualunque hater può trovare il proprio hater entrando in questo alone di felicità senza perdere il savoir faire di Crudelia De Mon.Immagine

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14 thoughts on “Haters gonna hate

  1. Piwa ha detto:

    ok, incappo per caso in questo blog (solo) alle 5,42 e cazzo se mi piace. ho letto solo questo post, ma la cosa che ha colpito il mio cuore pieno d’astio per (quasi) ogni essere vivente è che sembra scritto da me.
    Di recente un conoscente mi ha consigliato di andare all’anagrafe e cambiare il mio nome in Vipera. E presto lo farò, sto avvelenata.
    Sei una grande

    • wow, grazie!
      Non metto assolutamente in dubbio la lucidità che alle 5,42 del mattino ti pervade, spesso succede anche a me di gironzolare agli stessi orari.
      Gli haters sono una realtà, fanno parte di questa fauna sociale e sono legittimi figli di essa. Prima ci accettano, meglio è (per loro).

      • Piwa ha detto:

        Esatto. Io e mia sorella siamo convinte di riuscire, prima o poi, a conquistare il mondo con la nostra innata acidità verso chiunque indiscriminatamente. Come una specie di virus che beccherà tutti! Il rodimento di culo è sempre legittimo. Ancora complimenti 🙂

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