Incontrare un tuo mito adolescenziale è psicologicamente devastante.

La vita in un ameno paesino di montagna emiliano può essere descritta usando tre semplici concetti: “verde”, “rettili di cui non conoscevi l’esistenza” e “iperglicemia”.

Il problema è che quando ti ritrovi a vivere in posto simile venendo da una grande città di provincia inizi a gioire delle piccole cose che il posto ti offre, non aspettandoti assolutamente nulla di più eclatante di un succulento pettegolezzo dalla gente del paese o della schiusa anticipata delle uova di un insetto fastidioso che il tuo ragazzo si ostina ad usare come esca nei fiumi, per questi motivi quando mi è stata servita su un piatto d’argento l’opportunità di stringere la mano ad un mito fondante delle mie psicosi liceali ho colto immediatamente l’occasione senza pensare alle paranoie che mi avrebbero successivamente assalito.

11049466_10206148612052838_624466584840910719_n
Io e un imbarazzato Giovanni Lindo Ferretti

Il primo campanello d’allarme è stato il suo essere enormemente imbarazzato (certo, magari il mio continuo inchinarmi dicendo “scusa so che magari ti sto disturbando ma tu sei stato un vero mito per me, non è che potremmo farci una foto? Si, lo so che non hai avuto il tempo di farti la barba stamattina ma credimi non importa, le mie amiche ti troveranno figo lo stesso…”) non è stato d’aiuto ma, voglio dire, quanti cantautori famosi frontmen di gruppi storici come i CCCP sarebbero cosi imbarazzati nell’incontrare un loro fan? Questo dettaglio avrebbe dovuto farmi presagire il tracollo emotivo che avrei avuto di li a poche ore.

Infatti, tornata a casa con la sua foto rigorosamente da modificare previa pubblicazione e un tovagliolo che pubblicizzava un suo evento con la sua firma dedicata sopra, ho avuto tutto il tempo di ripensare a questo strano e trascendentale incontro, e mi sono chiesta:

  • Sono davvero ancora lontanamente la stessa persona che al liceo inneggiava, durante feste e manifestazioni, stralci di canzoni post datate filo comuniste?
  • Cosa penserebbe Lindo Ferretti della persona che sono adesso, delle mie scelte, del fatto che abbino le converse e che ho votato Renzi (cosa che ancora mi lascia perplessa)?
  • Il cambiamento politico che ha avuto ha influenzato alcuni suoi modi di vivere? di pensare? Se gli dicessi che tra qualche mese lascerò questo paesino per tornare in una grande città mi prenderebbe a schiaffi urlando che ancora della vita non ho capito un cazzo?
  • Se gli spiegassi in cosa mi sto laureando e che la mia è una scelta dipendente comunque dalla mia passione più che dal profitto, mi riterrebbe una sporca assassina capitalista che gioca a fare Dio?

Ma soprattutto:

  • Sono davvero diventata ciò che volevo essere? Se tornassi indietro nel tempo e potessi guardarmi dal passato, sarei soddisfatta della persona che sono e che voglio continuare ad essere? La ragazzina che si ostinava a litigare con il professore di religione e che credeva fortemente nell’associazionismo politico e sociale tanto da pretendere di finire in punizione dal preside in comitiva crederebbe in me, farebbe le mie stesse scelte?
Annunci

2 pensieri riguardo “Incontrare un tuo mito adolescenziale è psicologicamente devastante.

    1. Effettivamente ha fatto un cambio di rotta che ha lasciato perplessi parecchi, ma sapendo tutto quello che ha fatto e detto precedentemente le mie psicosi sono ancora un po’ lecite, dai. Nonostante Renzi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...