Ormonauta, politically uncorrect

Perchè gli psicolabili sono dei miti in TV

Aver trovato un sacco maleodorante pieno di “vita vissuta precedentemente” nell’ armadio che uso come succursale del primocondiviso amorevolmente” appartenente ad una persona estranea (ndr. leggere estranea con un tono di disprezzo) mi ha spinto a reagire in un modo che, sul serio, non mi sarei aspettata.

Avevo voglia di piangere fino a svenire sul fantastico nuovo letto a due piazze con doghe in legno pensando, dolorosamente, a come possano cambiare le cose all’improvviso e alimentando la mia paura di morire da sola mangiata dai miei gatti. Invece, contro ogni previsione, ho passato le due ore seguenti cercando di capire come esprimere in inglese la parola “schifo” per trovare su tumblr la gif che meglio poteva rappresentare il mio stato d’animo.

Perchè il mondo sapesse come mi sentivo in quel preciso momento (ovvero in quelle due precise e terribili ore).

Dopo aver soddisfatto la mia voglia di malsana celebrità e condivisione sogghignando come una psicolabile difronte gli sguardi accusatori dei miei coinquilini (rispettivamente il mio cane e il mio ragazzo ed uno dei due credo stesse giudicando il mio modo di non occuparmi seriamente di lui) che rimproveravano il mio modo altrettanto psicolabile di reagire mi sono chiesta due cose:

  1. Perchè non sono la protagonista di un telefilm
  2. Perchè gli psicolabili sono sempre protagonisti di telefilm.

Ammettiamolo: gli spostati sono di gran lunga sopravvalutati in TV.

Vengono mitizzati, situazioni psicologicamente devastanti vengono presentate come “il meglio che possa capitarti nella vita” sorvolando sulla tremenda voglia di suicidarsi che serpeggerebbe nella mente di un individuo perennemente a disagio.

Ignoro chi sia stato il primo sceneggiatore a creare una sit-com dove lo psicolabile di turno godesse di simpatia e ampia stima da parte del grande pubblico nè conosco il talentuoso regista che, entusiasta, ha appoggiato totalmente questa grande e sperimentale idea di filmare psicolabili a contatto con il mondo reale (salutate Stanlio e Ollio). Di sicuro ho trovato un po’ di esempi a riguardo, esempi che, lo ammetto con brividi, io stessa seguivo appassionatamente prima che gli zombi entrassero prepotentemente nella mia vita con i loro urletti soffocati e quella dolce espressione di crudezza.

  • Una mamma per amica                                                                                                                                     

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Se io avessi davvero avuto una mamma come Lorelay Gilmore sarei in fila per il prozac al piu’ vicino sportello farmaceutico h24  (non fate quella faccia: presto esisteranno sotto qualunque semaforo di qualunque città).

Una volta, alla maturissima età di 25 anni, chiesi a mia madre se fosse il caso di iniziare o no una storia e/o frequentazione con il ragazzo che mi piaceva tanto e con cui dividevo la casa. Presa dal rimorso se qualcosa fosse mai andato storto (non è mai una geniale idea mischiare birra e sesso sotto lo stesso tetto) chiesi un parare alla mia saggia generatrice, ed il suo sommo verdetto fu: “dovresti farci del sesso. Se ti piace non fartelo scappare, se non ti piace amici come prima“.

Non ho dormito per una settimana.

Certo, ho seguito il consiglio ed è il mio attuale ragazzo ma nessun orgasmo potrà mai cancellare le due settimane di sertralina che ho ingurgitato sperando di cadere in un sonno senza sogni (credo).

  • Dexter

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Va bene, alzi la mano chi non ha mai sognato di uccidere a sangue freddo chicchessia sfogandosi per tutto il cinismo accumulato in un mese ed allo stesso tempo godendo come un maiale. Immagino che le mani alzate siano tante e che, detto ciò, molti di voi sarebbero corsi dal primo psichiatra in lacrime per aver strozzato il gatto della vicina.

Essere dei serial killer non è mai cosi figo, figuriamoci divertente.

  • Scrubs

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Ammettendo che JD merita a tutti gli effetti una medaglia al valore per la quantità ammirevole di figure di merda fatte anche solo in una settimana lavorativa (la sua) e in una settimana di cazzeggio guardandolo (il mio), non credo che saltare ripetutamente dall’avere una relazione con la tua migliore amica ad una crisi di nervi perchè il tuo capo continua a chiamarti “Susan” sia il massimo della vita.

La frustrazione ed il mobbing professionale sono tra le principali cause di stress fisico ed emotivo causando l’esplosione del cuore.

  • Diario di una nerd superstar

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Fino ad ora l’unica serie in cui la protagonista abbia davvero tentato il suicidio. La vita può essere molto difficile se le cheerleaders ti disprezzano ed il tuo ragazzo ti monta in silenzio nello sgabuzzino del bidello facendo finta di non conoscerti alla luce del sole. Peccato che sia difficile in tutti gli altri casi quando si ha 16 anni e il seno concavo.

Un consiglio spassionato? Non rifugiatevi nei blog, nella scrittura creativa, nell’immaginazione: come posso dimostrare (e come chi ha visto questa serie può osservare) non serve assolutamente a niente.

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Ormonauta

Haters gonna hate

Quando a diciassette anni, per colpa di un uragano improvviso e violento, rischiai la vita causandomi un trauma cranico per essermi schiantata contro una finestra, ebbi da ridire anche sul mio ipotetico salvatore: puzzava.

Ed aveva approfittato della situazione per palpeggiarmi i fianchi e le cosce (è risaputo che agli irlandesi piacciano i fianchi e le cosce delle donne).

Comunque sia, senza andare troppo a ritroso, l’odio che mi contraddistingue spesso raggiungendo irragionevoli picchi per l’universo intero trova sempre il modo di esprimersi. Come i geni. Dei geni egoisti, cattivi e manipolatori.

All’inizio pensavo fosse solo relativo a determinati periodi, inutile dire, ormonali. Magari la fame improvvisa, un progetto andato male, Rita Dalla Chiesa alle tre del pomeriggio senza insulti da censurare, non saprei: la rabbia mi coglie alla sprovvista ed ecco il veleno sputato che condisce commenti al vetriolo.

Mi ci sono volute intense sedute di auto-psicoanalisi e annullamento totale della mia proverbiale auto referenzialità per riuscire a capire, alla fine, da cosa derivi questo mio disagio: la maggior parte degli esseri umani mi sta sul culo. E la cosa peggiore è che finiscono per salirmi sul culo anche chi proprio mi andava bene, in una sorta di destino irrecuperabile e squallido.

Piu’ rapidamente della nutella e della maionese sui Findus.

L’esempio a me piu’ vicino indice di quanto io sia volubile e lunatica è stata la discussione con una blogger (di successo) che, prima che mi scrafagnasse continuamente i coglioni con questa storia di quanto sia super-fico e cool essere single, mi piaceva.

Mi piaceva per tante cose: per lo stile descrittivo che adotta, per il modo di ironizzare senza risultare superficiale, per la trattazione che sfocia nell’emotivo e sentimentale senza essere stucchevole.

Si, insomma: mi piaceva. Mi faceva ridere. Mi faceva pensare.

Poi, improvvisamente, di fronte l’ennesimo pezzo su questa farsa dell’accoppiato triste e frustrato mi sono rotta i coglioni. Non ce l’ho fatta piu’. E’ una vita che io soffro come una cagna legandomi a persone con seri problemi mentali subendone gli altalenanti umori, immolandomi nel nome di un amore che non c’era (dall’altra parte, almeno), credendo che litigare tutti i giorni e ferirsi fosse la norma e arrivando a sperare che forse, l’unica via di salvezza, fosse cambiar cappella singletudine.

Poi, da brava Bridget Jones, io Mike Darcy l’ho trovato. E dopo un primissimo periodo di fisiologico scombussolamento con relativa perdita di capacità creativa (perchè il vero artista deve soffrire per poter creare, deve stare male, sputare il sangue sulla tela, la tastiera, le corde qualunque sia lo strumento che usa per sparare in faccia ciò che pensa della vita) detto ciò si, avevo perso un po’ della mia verve e mi sentivo Biancaneve senza la mela: una psicopatica che parla ai cervi.

Alla fine, con del sano training autogeno, ho ripreso in mano le redini del mio squallore e nonostante la sentimentale felicità e serenità sono riuscita a ritrovare il sarcasmo e l’ironia di cui ho sempre fatto largo uso, trovando il modo di continuare ad insultare ed umiliare almeno il 60% del pianeta.

Fatta questa premessa si, sono una hater: riverso rancore intriso in commenti inutili e acidi un po’ ovunque e nonostante i fallimenti quotidiani e non, continuo a credermi “sto cazzo” perchè non ho paura di smadonnare, di fare le cose da sola, di starmene senza fare una ciola tutto il giorno solo perchè voglio passarlo a scrivere e vedere film che pochi comprendono.

Nonostante la felicità privata, da brava hater, continuo a seminare odio e a dire la mia.

E cosi sono riuscita a litigare anche su altrui blog, perchè nonostante tutto c’è una cosa in particolare che mi sta sul culo: il qualunquismo.

Perchè è facile voler essere famosi e celebri dicendo ciò che la massa di single e sfigati in amore vuole sentirsi dire: che sono strafighi, dei super eroi e che non è assolutamente colpa loro se anche Darth Fener non li vuole manco pe niente.

Sappiate che se siete delle merde è solo colpa vostra: avere un caratteraccio è come essere intelligenti. Sono “qualità” scomode e bisogna saperci convivere.

Tuttavia non abbandonate le speranze: qualunque hater può trovare il proprio hater entrando in questo alone di felicità senza perdere il savoir faire di Crudelia De Mon.Immagine

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