Un punto e a capo

 

Tempo fa chiesi a un’ amica che studia Fisica come mai avesse scelto questa facoltà.

Mi rispose con candore che si accorse di sorridere quando si occupava di particelle atomiche. Forse la banana su cui siamo scivolati è proprio questa: dimenticare che nonostante i vitalizi politici, le polle strapagate, i raccomandati e l’estero che incombe perché l’Italia non può vantare un futuro certo ai suoi studenti la possibilità di fare ciò che piace credendoci esiste ancora.

Nel film “Melinda e Melinda” di Woody Allen, due autori teatrali discutono del senso della vita. Uno sostiene che è comica, l’altro che è tragica. E, per dimostrare ciascuno la propria tesi, s’inventano due storie parallele con la stessa protagonista: Melinda. Nella versione tragica, Melinda scopre che l’uomo che ama la tradisce con la sua migliore amica, e tenta il suicidio. In quella comica, Melinda s’innamora e si fidanza con un pianista. Tutto sta nel saper capire il bivio della sopravvivenza e scegliere che tipo di Melinda interpretare. Scegliere di subire ancora oppure no e se fiaccarsi al di sotto di leggi ingiuste che vogliono dei lavori qualunque in una nazione che qualunque non lo è mai stata.

Mettere un punto e ricominciare.

Ma sul serio questa volta, ancora meglio senza pandemie e crisi da “fine del mondo” .

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